Valutazione bottiglie
Valutare una bottiglia o una collezione intera non è cosa semplice. La quotazione di una bottiglia nasce, in genere, dal rapporto tra domanda e offerta, non si sfugge a questa legge di mercato.
Per determinare una quotazione concorrono molti fattori quali:
Ultimo fattore importante è l’urgenza di vendere; esattamente come qualsiasi bene immobile, la fretta non è mai una buona consigliera!! A questo aggiungiamo l’atteggiamento dei commercianti che poco o niente fanno per dare informazioni. Anzi meno punti di riferimento esistono e più facile diventa acquistare da una persona, costretta magari dalla crisi a privarsi della “vetrina dei propri ricordi”, pezzi a quotazioni bassissime. Noi offriamo una mano in questo senso, possiamo dare qualche consiglio, naturalmente sulla base della nostra specifica esperienza, ma cercando di orientare ad una trattativa più moderata che consenta reciproca soddisfazione e giusti margini ad entrambe le parti.
Già da 10 anni svolgiamo questo ruolo, tra membri del gruppo non siamo in competizione, anzi creiamo una sinergia positiva. Abbiamo esperti di bottiglie italiane, di whisky, di cognac, di cartellonistica, caraffe, ecc...
Alcuni dettagli per stabilire l'anzianità di una bottiglia
La chiusura e la tassa alcool
Per la datazione di una bottiglia è importante osservare la chiusura.
Le bottiglie più vecchie sono confezionate con un tappo di sughero e una capsula di stagnola (periodo fine 800/primi 900) con il logo e/o scritta della Casa “a guarentigia”, cioè a garanzia (in questo caso è Martini & Sola),
poi una fascetta abbastanza anonima che indicava l’imposta pagata come tassa sull’alcool
La chiusura dei tappi è ermetica un po’ naif ma efficace.
Successivamente subentrano fascette con lo stemma sabaudo,
più tardi i sigilli di metallo con stemma sabaudo, poi con lo stemma sabaudo e i fasci ai lati,
dal 1946 al 1949 il sigillo metallico riporterà il profilo di donna.
Dal 1950 al 1960 cambia ancora sigillo che riporta la stellina simbolo della Repubblica
per arrivare alla fascetta di carta utilizzata ancora oggi.
Il vetro delle bottiglie fine 800 primi 900 è molto pesante, si rilevano imperfezioni sulla superficie con presenza di bolle d’aria all’interno.
Dal “60 in poi le vetrerie si sono specializzate sempre di più con produzioni moderne e vetri più leggeri.
I tappi di sughero e stagnola sono stati man mano sostituiti da tappi di plastica ma... privi di sapore da collezione.
L’etichetta
Anche le etichette comunicano graficamente il periodo nel quale sono state realizzate. I disegni e le scritte indicano precisi momenti storici.
Ogni bottiglia del passato ci comunica, attraverso la sua etichetta, l’atmosfera nella quale è stata creata.
Il contenuto
Le bottiglie più vecchie sono quasi tutte da litro, per poi passare a 0,80 litri. Diventeranno poi da lt. 0,75 (o ¾ di litro) per arrivare a 0,70.
La gradazione
Anche la gradazione ci può fornire qualche indizio.
Un tempo le gradazioni erano molto alte, 42°-45°-50° soprattutto per rum e grappe. Poi sono scese gradualmente fino ad arrivare a 40 e oggi anche a 38 per molti distillati.
Un indirizzo imposto dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità per calmierare il consumo sconsiderato di bevande alcoliche.
Esistono oggi prodotti di nicchia (cioè distillati lasciati a gradazione più alta “full proof”). Si tratta di selezioni particolari con un costo relativamente alto e destinato ad un gruppo di raffinati degustatori).
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